La tecnica di Tree Climbing

Si tratta di una tecnica di lavoro nata in America, importata in Italia intorno al 1920, che consiste nell’applicare le metodiche della botanica, dell’agraria, dell’anatomia e fisiologia delle piante da fusto, alle tecniche di arrampicata su pianta, mutuate dall’arrampicata in montagna.

Gli arboricoltori, grazie all’uso di questa tecnica, hanno la possibilità di lavorare direttamente sull’albero, dall’interno della chioma verso l’esterno, seguendo il naturale sviluppo della pianta, raggiungendo fusto, rami e punte più esterne, cercando di controllare fogliame e sviluppo, prendendo le decisioni più efficaci per l’albero con massima precisione e professionalità.

Inizialmente le tecniche di tree climbing sono state utilizzate come modello alternativo all’uso delle piattaforme aeree, in tutti quei casi di attività da svolgere su piante molto alte, in luoghi difficilmente o assolutamente impossibili da raggiungere, anche dalle piattaforme aeree, dove in passato si era costretti ad usare lunghe scale per poter lavorare; scale che oltre a rallentare molto le operazioni, costringevano a continue salite e discese dell’operatore e ad un continuo posizionamento delle scale stesse.

Oggi, visti i tanti aspetti positivi di un sistema di lavoro che consente di essere al corretto livello di contatto con l’albero, questa tecnica viene sempre più apprezzata; infatti i tree workers operano anche su piante decisamente accessibili dalle piattaforme aeree, ma grazie al lavoro non invasivo che essi svolgono in quota ed alle attività a basso impatto ambientale e nel rispetto delle piante, evitano tutti quei danni che le piattaforme forzatamente producono, quali:

il compattamento del terreno, che provoca il soffocamento delle piante; danneggiamenti all’apparato radicale, compresso dal peso delle piattaforme; taglio di rami, dettato dalle necessità di fare strada alla cesta; lesioni della corteccia, causate dal braccio meccanico; danni al manto erboso.

Spesso si fa confusione tra tree worker e arboricoltore, perchè entrambe le professioni hanno come oggetto di lavoro le piante da fusto; in realtà il tree worker o climber è un operatore specializzato che esegue interventi su alberi allo scopo di mantenere le piante sane ed in sicurezza, che agisce sulla base di conoscenze teoriche e pratiche in arboricoltura e che,  prendendo in considerazione l’aspetto della tutela dell’albero, la protezione dell’ambiente e le norme di sicurezza, esegue interventi di arboricoltura che tengano conto della morfologia, della botanica, dell’anatomia e fisiologia delle piante da fusto.

Il tree worker è un professionista dotato delle opportune conoscenze in materia di arboricoltura moderna, che si esprime in un’attività dove tutti i movimenti sono un’espressione fisica e mentale molto ben congegnata e ottimizzata sul fronte del risparmio delle proprie energie, che dipende dalla propria tecnica, dalla perizia e dalla naturalezza nell’approccio con la natura.

La sicurezza è una caratteristica congeniale ai climber che utilizzano attrezzature quali, caschi, corde, moschettoni, imbragature, nodi di frizione, tenute sempre in perfetto ordine ed efficienza per muoversi in sicurezza nelle chiome degli alberi, lungo le tre direttici di movimento che ogni tree worker ben conosce: verso l’alto, lateralmente ed in profondità (mobilità tridimensionale).

Si potrebbe ritenere che questi professionisti siano arboricoltori eccentrici ed alternativi, che non possano avere un futuro in un mondo apparentemente meccanicistico come il nostro e che non possano avere dal proprio lavoro una sostenibilità sia dal punto di  vista operativo che economico. Lo svolgimento di queste attività è stato disciplinato all’interno del Decreto 81 del 09/04/2008 che legifera in materia di sicurezza e che stabilisce come ogni materiale debba essere omologato e certificato per i lavori in quota, attestando concreta validità economica a tale professione.

Le attività normalmente svolte in tree climbing sono:

1 – la potatura;

2 – lo sfoltimento;

3 – la rimonda del secco;

4 – il consolidamento;

5 – l’abbattimento controllato.