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Potatura di una quercia in tree climbing

Potatura di una quercia in tree climbing

Tree Climbing Ferrara - Arboricoltura Perelli: potatura di una quercia in tree climbing

Intervento di potatura in tree climbing

Nell’ultima settimana di febbraio, abbiamo eseguito un intervento di potatura in tree climbing su di una “giovane” quercia con lo scopo di recuperare e assecondare le naturali caratteristiche rigenerative dell’albero. La quercia è ancora in una fase di pieno vigore vegetativo e denota la propensione dell’essenza arborea a ricostruire la propria struttura ramale, palesemente compromessa dagli interventi cesori pregressi di capitozzatura e drastico raccorciamento delle sue branche.

L’intervento sulla quercia è stato eseguito in tree climbing, nell’ultima settimana di febbraio, perché considerando le temperature medie del periodo, questa avrebbe dovuto essere il periodo più freddo dell’anno. Con nostra meraviglia, invece di essere in inverno avanzato, ci è parso piuttosto di vivere una primavera più che inoltrata, considerando che abbiamo lavorato con picchi di temperatura al di sopra degli 11°.

Un triste caso di capitozzatura

Povera quercia! Già dalle rilevazioni effettuate ancor prima di attivare il cantiere, ci eravamo resi conto di essere in presenza di un triste caso di capitozzatura e di un drastico raccorciamento dei rami. Una situazione dal punto di vista professionale complessa ed impegnativa, a causa dello stress arrecato all’albero dagli interventi cesorei pregressi, potature che sembrano essere state effettuate da personale non qualificato o non abbastanza sensibile all’ecosistema dell’albero, per comprendere le necessità della quercia e del contesto nel quale essa insiste.

Tree Climbing Ferrara – Arboricoltura Perelli: intervento di potatura in tree climbing di un quercia

A mio parere questi interventi hanno generato una serie di problematiche, quali difetti strutturali e patologie da taglio, che hanno lasciato questa quercia nel bel mezzo di una spirale di conseguenze negative indesiderate. Conseguenze che si riflettono sulla gestione dell’albero sia in termini di costo, visto che è stato potato già quattro volte, di cui almeno tre in maniera molto aggressiva, e sia di complessità degli interventi necessari a riportare la chioma, dall’attuale stato di caos e stress fisiologico ad una condizione di normalità.

Il cantiere degli arboricoltori e gli umarell

Come per tutti i cantieri che si rispettino, entro i limiti di sicurezza da noi prestabiliti, si sono presentati gli umarell, anziani pensionati, in questo caso con il naso all’insù, incuriositi dal cantiere aereo degli arboricoltori del tree climbing. Eccoli li a commentare, partecipi di ogni nostra mossa, e a parer loro ostinati noi a selezionare in modo bizzarro, appesi ad una fune, ramo per ramo, l’architettura della loro quercia, attenti loro come delle vere e proprie sentinelle addette al controllo del territorio.

Dopo una prima fase di studio ed esserci annusati per un po, è nata una simpatia reciproca e ne abbiamo approfittato per indagare, da quanto tempo a loro memoria quella quercia fosse lì. Dopo una simpatica discussione abbiamo potuto appurare che la quercia vivesse li, in maniera più o meno indisturbata, da circa 40 anni.

Analisi degli interventi pregressi

Da prima che venissero costruiti gli stabili adiacenti, nel pieno della sua fase di giovinezza, in un paio di lustri quest’albero sembrerebbe aver subito tre cicli di potatura e capitozzatura, che ne hanno compromesso il gradiente di sicurezza, costringendolo inevitabilmente a dar fondo a tutte le sue risorse ed energie di riserva, nel tentativo di rigenerare la propria chioma drasticamente danneggiata.

Con riferimento all’immagine che segue, ho cercato di rappresentare visivamente gli interventi pregressi subiti dalla quercia.

Tree Climbing Ferrara – Arboricoltura Perelli: analisi degli interventi pregressi

Con i cerchi rossi sono identificati i tagli errati, di capitozzatura e drastico raccorciamento delle branche e dei rami che l’albero ha subito nell’arco dei suoi circa quarant’anni di vita.

In verde infine, ho ipotizzato delle linee tangenziali che percorrono la sfera della chioma cercando di immaginare una suddivisione temporale in cui si sono concentrati gli interventi di capitozzatura. Con questo schema ho tentato di ricostruire il trascorso della pianta, identificando delle aree tempo-spaziali per poterne dedurne il movimento durante la crescita: dal momento in cui è stata piantata fino ai giorni nostri. Ho cercato così di determinare un’ipotetica velocità di crescita, per poterne valutare il vigore, apparentemente raddoppiato, nel suo tentativo naturale di rigenerare la sua forma ed i suoi rami.

Assecondare le naturali caratteristiche rigenerative

Lo scopo della potatura consiste nell’assecondare le naturali caratteristiche rigenerative dell’albero, che appare ancora in una fase di pieno vigore vegetativo e denota la propensione dell’essenza arborea a ricostruire la propria struttura ramale evidentemente compromessa dagli interventi cesori pregressi di capitozzatura e drastico raccorciamento delle sue branche. Sono stati rimossi tutti rami secchi e quelli spezzati o che presentavano evidenti difetti strutturali ed è stata inoltre eseguita una potatura di riduzione e di raccorciamento su quei rami che insistevano sugli stabili adiacenti.

Tree Climbing Ferrara – Arboricoltura Perelli: potatura in tree climbing per assecondare le naturali caratteristiche rigenerative dell’albero

Percorso di monitoraggio

Dopo quest’intervento di potatura, l’Arboricoltura di Mauro Perellitree worker certificato, inizierà un percorso di monitoraggio costante della quercia.
Cosicché, se tra qualche anno dovesse verificarsi la necessità o l’eventualità di un ulteriore intervento, si eseguiranno delle potature mirate.

Interventi strutturati sviluppati nel rispetto dei dettami dell’Arboricoltura Moderna e sempre rigorosamente mediante tagli di ritorno proporzionato, nel massimo rispetto della fisiologia della pianta.
Nella convinzione di ridurre la chioma per controllarne la crescita, minimizzando il rischio di rottura, ottimizzando la sicurezza degli stabili adiacenti e riducendo al minino il potenziale pericolo per le utenze dell’area circostante altamente frequentata.

Tutte buone ragioni per intervenire con puntuali manutenzioni.

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